A SCUOLA DI EDUCAZIONE CINOFILA
© Andrea Radice

Profilo di Andrea Radice

Con questo intervento iniziamo un percorso che si pone l’obiettivo di fornire il maggior numero possibile di conoscenze utili per creare un rapporto sereno e consapevole con il proprio cane.

>parte prima: la scelta del cane

>parte seconda:possiamo accogliere un cane?


>parte terza: quale razza


>parte quarta: chi è il cane

>parte quinta: rapportarsi al cane

>parte sesta: regole di convivenza

>parte settima:è ora di portare il cucciolo a casa

>parte ottava: affetto e dominanza

>
parte nona:sporcare nei luoghi desiderati e comportamenti vari

> perchè i cani possono diventare aggressivi

© Livia Conterno - Educatrice cinofila

>La museruola

 

LA SCELTA DEL CANE

La scelta del cane che adotteremo è il primo e fondamentale passo del lungo rapporto che avremo con lui: è basilare dare grande importanza a come lo si sceglie, anche se, in molti casi, la decisione rimarrà, per forza di cose, spontanea e impulsiva.

E’ importante perché molti dei problemi caratteriali riscontrabili nei cani adulti sono da attribuire alle condizioni sfavorevoli in cui sono cresciuti prima dell’adozione (all’aver scelto, quindi, un cane proveniente da un allevamento o da una situazione non affidabile) oppure alla scelta di un cane non adatto a sé (per dimensioni, carattere ecc.).

Analizzeremo questo secondo aspetto la prossima volta; oggi ci occupiamo delle condizioni ideali in cui dovrebbe vivere un cucciolo nelle prime settimane di vita per essere aiutato a formare un carattere equilibrato.

 

In molti si ritrovano con cani che danno problemi comportamentali anche molto gravi quali aggressività, iperattività, distruzioni in casa, incidenti per fughe, danni fisici a causa degli strattoni al guinzaglio, con conseguenti abbandoni, scontri con altri proprietari di cani o semplici cittadini e così via.

Ma un conto è farlo consapevolmente decidendo, per esempio, di impegnarsi nel recupero comportamentale di un esemplare, altro è subirne le conseguenze senza sapere che, con un po’ di informazione, tutto ciò si sarebbe potuto evitare.

Le prime settimane di vita sono fondamentali nello sviluppo caratteriale del cane (ciò vale in parte anche per l’uomo e per un’infinità di altre specie animali): possono segnarlo indelebilmente in senso positivo o negativo.

Purtroppo vicende varie, la mancata conoscenza di ciò da parte di allevatori improvvisati o peggio ancora la presenza di commercianti di cani senza scrupoli, porta molti cuccioli a subire situazioni negative che li portano a sviluppare problemi comportamentali di complessa soluzione.

 

Comunque presupposto fondamentale per avere un cucciolo con un carattere equilibrato, è che nasca da genitori con carattere equilibrato sia per la trasmissione genetica diretta (da genitori a figli) sia per l’influenza che la madre esercita nelle prime settimane di vita sui cuccioli, i quali dipendono da lei nella formazione dei primi comportamenti.

Per equilibrato intendiamo un carattere che dia comportamenti affidabili e prevedibili: assenza di paure e aggressività immotivate, controllo dell’emotività, docilità e così via (vedremo meglio questo argomento in seguito).

Molti problemi comportamentali sono infatti determinati da tratti caratteriali negativi (aggressività, diffidenza, emotività e così via) che non dipendono dalle condizioni di allevamento ma sono innati e dipendono dalla trasmissione genetica.

Nel prossimo intervento vedremo come scegliere un buon allevamento.

E’ comunque necessaria una premessa.

Il carattere (così come le caratteristiche fisiche) proprio perché ereditario, spetta all’allevatore mantenerlo di buon livello attraverso la selezione: scegliendo con cura i genitori (far accoppiare un certo maschio con una certa femmina) si avranno cuccioli con caratteristiche prevedibili.

Attenzione però: a causa di leggi genetiche, le caratteristiche comportamentali (e fisiche) possono riemergere dopo generazioni; è quindi possibile, anche se non frequente, che anche i migliori allevamenti diano cani con problemi comportamentali; così come è possibile (e non è assolutamente raro) che anche dalla peggiore situazione escano soggetti equilibratissimi e con doti eccezionali: i nostri consigli mirano a diminuire le probabilità di avere problemi con il proprio cane.

Nella formazione caratteriale dei cuccioli, assume quindi fondamentale importanza la condotta dell’allevatore, da cui dipende la creazione delle condizioni ideali per la crescita dei cuccioli nei primi 50 giorni di vita.

 

Uno dei problemi comportamentali che si riscontrano più frequentemente nei cani è la paura generalizzata (paura di tutto) o di qualcosa in particolare (persone, altri cani, rumori): ciò deriva quasi sempre dalle condizioni di vita nelle prime settimane.

L’ambiente in cui i cuccioli nascono e crescono deve essere pulito e confortevole ma non troppo asettico ed isolato né, ovviamente, aperto a stimoli negativi.

E’ infatti di fondamentale importanza che i giovani cani vengano sottoposti ad adeguati stimoli visivi, tattili e sonori: devono vedere tante cose, vanno toccati da più persone, attivati con giochi e rumori (ovviamente leggeri). Con più cose ed esseri viventi vengono in contatto in modo positivo, meglio è (fase dell’imprinting): ciò permette al cucciolo di crescere senza paure, preparandosi alle innumerevoli esperienze che dovrà affrontare una volta uscito dall’allevamento.

Il cucciolo adeguatamente stimolato godrà persino di uno sviluppo cerebrale maggiore.

Due sono le situazioni che possono provocare paura e diffidenza: l’eccessivo isolamento o i traumi subiti nelle prime settimane di vita.

L’assenza di stimoli ed esperienze non permette al cucciolo di conoscere ciò con cui entrerà in contatto e ciò porta i soggetti predisposti a non essere più in grado, anche da adulti, di riconoscere come familiari i rumori, gli altri cani, le persone di tutti giorni, avendone per sempre paura.

Anche i traumi subiti nelle prime settimane si trascinano per tutta la vita: essere maltrattati da qualcuno o aggrediti da un altro cane, spaventarsi per un rumore molto forte o per una particolare situazione possono segnare indelebilmente la mente del cucciolo che avrà per sempre paura di ciò che l’ha traumatizzato.

Queste due situazioni sono molto gravi perché l’esemplare risulta come “marchiato” e l’opera di recupero risulta lunga e faticosa.

Tali condizioni si verificano soprattutto nei peggiori allevamenti e fra i cuccioli abbandonati (soprattutto fra i meticci e qui gli allevatori non c’entrano).

Un altro problema comportamentale piuttosto frequente è l’iperattività: vi sono cani che sembra non siano capaci di stare fermi (devono sempre fare qualcosa travolgendo tutto e tutti) e reagiscono in modo abnorme a qualsiasi stimolo emotivo (ad es.quando salutano persone o altri cani sembra siano in preda alle convulsioni). Ciò è dovuto quasi sempre alla precoce separazione del cucciolo dalla madre e dai fratelli (prima dei 50 giorni); ciò provoca un grosso deficit educativo: il cane vive le sue prime settimane in modo completamente anarchico senza le “sgridate” della madre e le lotte con i fratelli; non impara quali debbano essere i suoi limiti. Qualora questi esemplari vengono adottati da persone troppo accondiscendenti, in breve tempo si trasformano in veri e propri “tiranni” divenendo ingestibili per la loro vivacità e a volte molto dominanti.

Questa situazione si ha spesso con i cuccioli provenienti da allevamenti “commerciali” (vengono inviati molto presto nei punti di vendita) oppure in quelli che perdono la madre o vengono abbandonati (sono soprattutto i meticci e anche qui gli allevatori non c’entrano).

Per questo problema, la soluzione è la rieducazione comportamentale che deve insegnare al cucciolo quali siano i suoi i limiti.

A presto.

Andrea Radice

......segue

 

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