A SCUOLA DI AGILITY DOG

 


un campo per l'Agility

INTRODUZIONE

Sempre più spesso si sente parlare di agility dog, vediamo di capire insieme un pochino che cosa diavolo potrebbe essere questo sport.
Agility Dog, strane parole inglesi che subito fanno pensare a qualche cosa riguardante l’agilità dei cani.
SBAGLIATO, è uno sport che ha che fare con l’agilità degli umani; più avanti si capirà meglio.
Cominciamo con l’elenco di ciò che serve per iniziare a praticare questo sport.
Per prima cosa serve un cane (altrimenti a cosa servirebbe la parola DOG?), non importa la razza del cane, il proprio è quello che va bene, più gli si è affezionati e meglio è (anche questo si capirà meglio più avanti).

 


Poi serve un essere umano, anche qui la scelta non è fondamentale, vanno bene sia il nonno, la zia, il nipote oppure noi stessi; l’importante è che si abbia voglia di correre con il cane e possibilmente restare al suo fianco (per chi ce la fa).
Dopo di questo, ci occorre un posto adeguato per insegnare al cane cosa dovrebbe fare quando gli diamo un comando, qui si arriva al campo di istruzione o addestramento.
ADDESTRAMENTO, altra parola che porta alla mente le imprese del commissario REX o per i meno giovani: le avventure di RIN TIN TIN o i viaggi di LESSIE; per dirne alcune
SBAGLIATO ANCHE QUESTO, sul campo si cerca per prima cosa di educare il cane a capire l’umano ed all’umano di capire e farsi capire dal proprio cane.

 


Durante questo periodo ci saranno momenti d’euforia (all’inizio), momenti di sconforto (dopo aver visto quelli più avanti con l’educazione oppure quelli con i cani “BRAVI”), poi si giunge alla determinata convinzione che il proprio beniamino è il migliore (se non ci fossero gli altri); scherzi a parte, con un buon insegnamento ed un costante allenamento si ottiene dei notevoli risultati.
Vogliamo mettere la soddisfazione nel vedere che il nostro mito, quando gli si dice per esempio: fermo, vai, resta oppure vieni, e lui con aria soddisfatta fa esattamente ciò che gli abbiamo richiesto?
Aggiungiamo anche la faccia di quelli che, mentre lottano con i loro cani (per farsi ubbidire), vedono il nostro che circola per i parchi tranquillo senza problemi ed al nostro richiamo arriva come una freccia allegro e pimpante.
Questi sono i risvolti positivi del lavoro fino a qui svolto, ma non è certo finita qui, il “bello” deve ancora arrivare.
Passati dalla tappa obbligatoria dell’educazione si inizia ad affrontare gli ostacoli (quelli da far saltare al cane ovviamente), qui cominciano i “dolori”; fino ad ora per l’umano è stato semplice perché noi davamo i comandi ed il cane trottava, ora cambia tutta la musica, anche il conduttore deve correre al fianco del cane (qui comincia l’AGILITY del conduttore), in altre parole: si comincia con un ostacolo, poi due ostacoli, tre ostacoli e così di seguito incrementando le difficoltà ogni volta; sembra una bazzecola detto così ma per prima cosa bisogna convincere il nostro fido che deve saltare quelle maledette astine e non passare sempre sotto, con l’aggiunta delle urla (definiamole così) dell’allenatore nei nostri confronti perché non siamo capaci di farci rispettare dalla peste.
A questo punto s’innesca una sorta di tenzone tra noi ed il nostro baldo ribelle, noi ad escogitare stratagemmi (utilizzo di leccornie varie, palline multicolori ed altri giochi), manca solo che lo si implori in ginocchio ed abbiamo provato di tutto per convincerlo ad eseguire ciò che chiediamo.

 


Lui è tenacemente convinto che passare sotto le astine o aggirare l’ostacolo trotterellando sia meno faticoso che saltarle via, e poi le leccornie sono più saporite se si fa poca fatica.
Dopo un periodo non definibile, dipende tutto da quanto resistiamo o da quanto impieghiamo a spiegare al cane come dovrebbe agire per fare in modo che ci si diverta entrambi, si intravedono dei miglioramenti nel nostro rapporto con il discolo e con la nostra forma fisica (non dimentichiamo che in questo periodo chi corre di più siamo noi, magari abituati ad una sana vita tutta ufficio, televisione e patatine).
La prossima volta cominceremo a conoscere gli ostacoli vari che si trovano lungo un percorso.


JJ FOX

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